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Il cordone ombelicale come fonte di cellule staminali

Eliane Gluckman eseguì nel 1988 a Parigi il primo trapianto su un bambino di 6 anni affetto dall’anemia di Fanconi, utilizzando il sangue del cordone ombelicale della sorellina appena nata. La maggior parte degli scienziati e dei medici erano molto scettici, dubitando soprattutto che pochi grammi di sangue cordonale potessero contenere un numero sufficiente di cellule staminali per ricostituire il midollo osseo e mantenere in vita il ricevente. Tuttavia il bambino, tuttora vivo e in buona salute, reagì in modo inaspettatamente positivo: il suo midollo osseo e il suo sistema immunitario si rigenerarono completamente. Quest’esperienza pilota aprì al mondo la prospettiva mai pensata prima di usare il sangue del cordone ombelicale a scopo di trapianto. Oggi si calcola che siano già stati effettuati oltre 20.000 trapianti con questa metodica in tutto il mondo e che siano state raccolte e conservate oltre 600.000 unità di sangue cordonale.

Relatore: Alessandro Rambaldi Unità di Ematologia, Ospedali Riuniti di Bergamo

Introduce: Martino Introna Comitato Scientifico BergamoScienza
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