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Io so che tu sai che io so: 
il cervello sociale e la psicopatologia

La metafora "cervello sociale" suggerisce che l'evoluzione, attraverso la selezione naturale, ha selezionato il genere umano per la capacità di riconoscimento, di elaborazione e di calcolo degli stimoli sociali, per massimizzare la possibilità di sopravvivenza e riproduttività degli individui. Anatomicamente, la cognizione sociale coinvolge una rete neurale che connette la corteccia prefrontale con le aree temporo-parietali e il sistema limbico. Il collasso delle abilità cognitive sociali è centrale a condizioni psicopatologiche come l'autismo e la schizofrenia. In più, una cognizione sociale più complessa richiede capacità di prendere decisioni sociali in situazioni che richiedono fiducia, cooperazione e reciprocità, gran parte delle quali sembra essere sotto il controllo dell'ossitocina. I moderni approcci terapeutici ai disordini psichiatrici utilizzano esplicitamente la crescente conoscenza di come le menti sociali interagiscano. Questa presentazione vuole disegnare un arco dalle neuroscienze della cognizione sociale fino alla terapia.

Interviene: Martin Brüne LWL University-Hospital, Rühr-University Bochum, Germania
Introduce: Roberto Cavallaro IRCCS Universitario Ospedale San Raffaele di Milano
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