La nascita della filosofia digitale

Nel momento in cui i filosofi sembravano aver rinunciato allo sguardo globale sul Tutto, accontentandosi di veder chiaro in qualche settore d’indagine limitato (filosofia del linguaggio, filosofia della mente…), compare una filosofia dalle sembianze antiche, con una sua ontologia e con un’idea forte del divenire: la filosofia digitale. Se le sembianze sono antiche, i contenuti sono decisamente nuovi, poiché appartengono all’area delle tecnologie dell'informazione. Infatti, l’impulso decisivo alla filosofia digitale è stato fornito dal computer, il quale si presenta come una vera e propria “macchina filosofica”, capace di suggerire che tutte le grandezze della natura sono finite e discrete e possono quindi essere rappresentate esattamente mediante quantità intere, escludendo ogni variabile infinita, infinitesima, continua o localmente indeterminata e soggetta alla casualità. Inoltre l’evoluzione temporale di queste grandezze fisiche è governata da processi computazionali. Per la filosofia digitale l’Universo è un grande computer che calcola senza posa e con estrema naturalezza e precisione il proprio stato successivo.

Interviene: Giuseppe O. Longo, Professore Emerito di Teoria dell'Informazione all'Università di Trieste
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